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Spesso si sente parlare di turismo sostenibile, ma cosa è esattamente e che accezione gli attribuiscono i più.

Secondo il rapporto di fondazione UniVerde sul turismo green il 16% degli italiani pratica turismo sostenibile, registrando di anno in anno sempre più consensi sul mercato. Per capire meglio di cosa si tratta vorrei partire dalla definizione fornita dall’ UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo)

“I principi di sostenibilità si riferiscono agli aspetti ambientali, economici e socioculturali dello sviluppo turistico e tra queste tre dimensioni deve essere stabilito un adeguato equilibrio per garantirne la sostenibilità a lungo termine.”

UNWTO (Organizzazione mondiale del turismo)

L’offerta turistica sostenibile è quella che agisce in armonia con l’ambiente, con la comunità e con la cultura locale. Interessante, sia per chi offre, sia per chi fruisce, è il concetto di rispetto del territorio e le specificità locali

Nonostante il turismo ecosostenibile sia ancorato alle tradizioni passate (locali) ha lo sguardo proiettato verso il futuro per preservare uno sviluppo economico durevole. Invece di danneggiare i processi sociali locali, c’è una sorta di immersione nella vita dei residenti e chi viaggia ne esce arricchito di un’esperienza autentica. 

 

Fino a qualche anno fa si è assistito ad un fenomeno di totale globalizzazione, dove il turismo di massa ha sicuramente portato benefici alle comunità locali, causandone però parzialmente una perdita d’identità. Quello che sempre più turisti ricercano oggi è la biodiversità nel cibo, nei sapori, negli odori e nei paesaggi. L’appiattimento dei prodotti nella grande distribuzione, l’offerta standardizzata della mega catena di hamburger in ogni angolo del pianeta, ha spinto le persone a riscoprire le tradizioni di un tempo.  C’è la volontà di amare le specificità di ogni territorio e il rispetto ne è una naturale conseguenza.

Girando per aziende agricole, ho notato con immenso piacere, quanto innovazione e tradizione non sono necessariamente strade alternative. Ho avuto recentemente il piacere di visitare un’azienda vitivinicola nell’Oltrepò Pavese nella quale, accanto ai pannelli solari per produrre energia da utilizzare in cantina, coesiste l’antichissima tecnica del sovescio per fertilizzare la vigna. 

Alcuni consigli per avvicinarsi ad un turismo sostenibile sia lato offerta, sia lato domanda:

Per chi viaggia:

  • Riscoprire le tipicità della nostra Italia

  • Prediligere il treno all’aereo ove possibile

  • Preferire offerta di cibo della tradizione locale a catene standardizzate

  • Utilizzare bici o camminare per soffermarsi sulle bellezze dei nostri territori

  • Scegliere strutture ecosostenibile e riconoscere un prezzo adeguato per lo sforzo

  • Più viaggiatore e meno turista. Un’esperienza reale rimane a vita

Per chi offre:

  • scegliere produttori locali che seguono processi ecosostenibili

  • virare su green (energia, prodotti per la pulizia, riciclo, fertilizzazioni etc…)

  • Fare squadra sul territorio, in modo da esportare un modello vincente nel distretto

  • Aggiungere l’aspetto personale all’offerta turistica. Raccontare l’amore per il proprio territorio è il miglior marketing che possiate fare

Un viaggio sostenibile è un percorso di crescita personale, un’occasione per sostenere agriturismi, agricoltori, ristoratori e strutture locali. È un’occasione di conoscere un territorio diverso ed entrare letteralmente nel loro KM0. A mio parere, più si conosce di una cultura, più la si rispetta. E la cultura è indissolubilmente legata al territorio e nostro splendido ecosistema. Buon eco viaggio a tutti!

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